mercoledì 6 giugno 2018

LE NOTIZIECHISSENEFREGA LEDONO LA PRIVACY?



Stamane sono tornato alla pagina iniziale predefinita di un nosrto browser da cui mi ero allontanato per il gusto di cambiare ogni tanto la pagina di apertura della mia entrata in rete.
Ma il nuovo browser apre con una pagina talmente zeppa di notizie - si fà per dire - da risultare insopportabilmente invadente...
Ad esempio chissenefrega che a Fiorano fanno girare la nuova Ferrari?
chi compra tali auto  dai xxxxxx mila euro in su  prende informazioni sul web? Non credo.

Però intanto quattro dei cinque miei neuroni vengono colpiti ed io devo lavorare per filtrare il dato come assolutamente irrilevante per la mia vita.

Perciò torno al browser che apre senza notiziechissenefrega, grazie al cielo esiste.

E mi chiedo: le notiziechissenefrega sbattute in pagina di apertura ledono la privacy?

E se fossero delle trappole per allodole? tipo: "vedo cosa clicchi capisco cosa" compri? voti? pensi? o peggio.

Ciao.

martedì 1 maggio 2018

Kodachrome

Si tratta di un road movie, un film che racconta una storia che si svolge in un viaggio.
L'ultimo viaggio di un padre che non è riuscito a essere padre col figlio che ha pagato per la sua mancanza con una vita in ritirata.

Non sono cose nuove. Non sono cose mai viste. Ma la nostra fragile memoria umana ha bisogno di ripetizione. Questo film aiuta in tal senso ripercorrendo il tema del tradimento e del perdono.

Quello che però ha toccato particolarmente  me è come il tradimento del proprio compito di padre sia presentato anche non solo come causa di sofferenza del figlio ma anche come tradimento di se stessi, del proprio desiderio di essere padre fino in fondo, che ben emerge nelle parole del padre traditore.

E' un tema a me caro, perché è quello che viene provocato di questi tempi nella mia vita come pensiero che mi avvince: come potrò vivere all'altezza dei miei desideri più veri? Da dove ci verrà l'aiuto, visto che non ci riesco da solo? O la mia impotenza è anche una condanna all'insoddisfazione?


mercoledì 25 aprile 2018

Consiglio di classe

Grazie, XXXXXXXX.

PRIMO PUNTO.
Sottolineo un aspetto a mio parere rilevante del lavoro di alternanza scuola lavoro in collaborazione col teatro XXXXXXX. I ragazzi  in quella fase che consiste nell'incontro con registi e attori e nella stesura della recensione degli spettacoli cui il Teatro XXXXX li invita, possono sperimentare il lavoro di gruppo. Cominciano perciò  sin d'ora  a paragonarsi con i i vantaggi ed i problemi di organizzazione e relazionali del lavoro che gli si presentano con maggior chiarezza per il fatto nell'esservi coinvolti in prima persona.

SECONDO PUNTO, Mi pare che nel tempo i ragazzi dovrebbero essere indotti ad una maggiore capacità di autovalutazione del lavoro  svolto, evitando di appiattirsi sul mero voto e sulla mera media scolastica. Il voto seppur indispensabile punto fermo di arrivo definitivo di valutazione del lavoro svolto non è da solo in grado di trasmettere loro tutta la ricchezza di esperienza e competenza che gli insegnanti mettono in gioco nell'esprimere quella valutazione finale.

Mi permetto infatti di sottolineare che anche chi  prende 10 ha degli enormi spazi di miglioramento davanti.

Lo abbiamo sperimentato noi in alcune situazioni. Nonostante la fatica siamo grati perchè abbiamo visto dei cambiamenti in meglio in nostra figlia non valutabili solo come voto ma, per esempio, come aumento di imprenditorialità nell'affronto delle responsabilità assunte, che ha un suo importante punto di svolta nel saper imparare anche dal proprio compagno di banco ciò  che si rivela interessante per un affronto più proficuo dello studio.

L'autovalutazione rendendo certi delle proprie capacità e  umili per le proprie mancanze genera una attenzione a ciò che sta intorno e permette di imparare da tutti e di aiutare quelli che ne hanno bisogno, rendendo la classe un luogo di crescita per ciascuno non un luogo "che speriamo finisca presto", come capita di udire da tanti laureati.

Non è piacere all'insegnante o essere più bravo dei propri compagni il punto di forza di una personalità capace di affrontare la realtà. E' invece la coscienza di sè nel tanto e nel poco che si è e di quel che di buono e non buono che si ha intorno.

Ringrazio per il lavoro che state facendo, cordialmente
DMC

sabato 17 marzo 2018

PER QUALCHE DOLLARO IN PIU' (COMPITO DI ITALIANO)


Per qualche dollaro in più


Penisola anatolica. Circa tremila anni fa. Città di Troia. Davanti al pericolo che tutta la sua città venga sterminata dagli Achei, il re Priamo decide di inviare il figlio Polidoro al re di Tracia per metterlo in salvo. Affida al ragazzo anche una grande quantità di denaro. Non appena Troia viene distrutta, il re di Tracia decide di passare però dalla parte dei Greci e, ucciso Polidoro, si impossessa dei suoi beni. A conclusione di questa vicenda, narrata nell’Eneide, Virgilio scrive: “A cosa non spingi i cuori umani, maledetta febbre dell’oro!”.

Venendo ai giorni nostri, sebbene l’oro non sia da secoli utilizzato come corrente mezzo di pagamento ed il suo posto l’abbia preso il denaro,  l’esclamazione può essere tranquillamente ripetuta senza tema di smentita. Quante azioni umane hanno come scopo il procurarsi denaro, guadagnare denaro, poter avere denaro da spendere? Molte, moltissime, quasi tutto.

 Dall’indispensabile al superfluo tutto  è prezzato, tutto ha una sua valutazione in denaro, in cambio della quale può essere venduto o comprato. Ma quando questa dinamica diventa febbre? Cosa vuol dire febbre di denaro?

Anche qui Virgilio ci guida:  la febbre di cui scrive porta ad un omicidio il cui movente è il possesso di un tesoro. C’è febbre dunque quando per agguantare il malloppo  le cose vengono al punto che le ragioni dell’umana pietà per gli inermi, della gratuità rispettosa solo e soprattutto della sacralità dell’essere altrui, della solidarietà fraterna, del bene velle  per sé e per gli altri sono soppiantate dalla possibilità di mettersi in tasca del denaro. Quando si comincia a fare agli altri quello che mai accetteremmo se fatto a noi, lì la febbre comincia a salire. Dal legale all’illegale quanto sa di febbre tanto dell’agitarsi umano nella nostra società! Quanti nomi ha questa febbre!

Ma subito si alza l’obiezione: ”Sei troppo pessimista! Su! Animo! Coraggio!” cui - ammesso che il pessimismo possa essere poco o tanto- va risposto che basta scorrere le notizie in un semplice quotidiano on line per non trovarne una che non abbia a che fare col denaro. Anche la pagina culturale cela messaggi pubblicitari. Perché   carmina non dant panem ma i poeti mangiano tutti i giorni. E poi  questa non è ancora eccesso, malattia, qui la temperatura è ancora sotto i 37°.  Basta poco però per arrivare alla piressia: libri osceni spacciati per capolavori, attorucoli presentati come i Vittorio Gassman del momento. Tutti parlano della prostituzione nelle strade, ma un laureato con 110 e lode che si guadagni da mangiare a tirare la volata a “50 sfumature di grigio” non è addirittura peggio di una miserabile che si vende per denaro alla Bruciata?

Carmina non dant panem  e i poeti tutti i giorni devono mangiare. Ma arrivare a mentire, questo va bene? Funziona? E’ giusto? Ci piacerebbe essere trattati cosi’? Comprare notizie alla ricerca di novità e scoprire che ci hanno venduto fumo, anzi ci hanno sviati, si sono inventati cose per farci comprare qualcosa…Sì, anche nel trailer di un banale Tesoro mi sono perso i ragazzi siamo al deliquio da business in cui l’unica soddisfazione si riduce a dei numeri in fondo a una pagina che i ragionieri chiamano ricavo.

Già, la soddisfazione. Cosa soddisfa davvero? Quali sono le risorse attingendo alle quali l’animo umano trova pace, conforto, felicità?  I ricavi risponderebbero tutti,  in coro  che va dai magnati della finanza che scommette in borsa sulle guerre agli spacciatori che bazzicano le discoteche di provincia.

Risponderebbero, se sapessero quello che stanno facendo e che quel che stanno facendo non l’accetterebbero se fatto a loro. Ma non lo sanno, non lo sanno così.

Cominciamo a dirglielo a dircelo e cominciamo a  vivere all’altezza delle nostre aspettative. Ci sarà denaro nella nostra vita e ci saranno scelte dettate dal denaro, dall’indispensabile che ci si procura col denaro. Ma la parola ricavi non dominerà le nostre vite. E dove qualcuno vedrà dei bilanci in rosso, noi vedremo degli investimenti in soddisfazione.

Un mondo orientato al male degli uomini che lo abitano assomiglia all’Inferno dantesco, dentro cui si agitano in tormento non dei Ciacco, dei Farinata o dei Conte Ugolino, ma Carlo, Benedetta, Alessandro, il mio compagno di banco, travolti e coinvolti in una febbre che ne brucia le esistenze rendendole rabbiose.








domenica 25 febbraio 2018

venerdì 19 gennaio 2018

LI HANNO PRESI-chiedo scusa

Mi scuso co quanti hanno aperto questa pagina in questi giorni e hanno trovato...nulla.
La notizia che avevo copiato non l'ho 'incollata'.

Comunque la notizia era questa.

 I carabinieri di Riccione hanno arrestato i componenti di una banda dedita ai furti in appartamento. Avrebbero messo a segno, come documentato dalla indagini dei militari, diverse decine di furti e rapine avvenuti in Emilia-Romagna e nelle Marche. Si tratta di una banda di soggetti di etnia Rom, originari della fascia meridionale della provincia di Roma. I dettagli saranno illustrati in una conferenza stampa alle 12.30 al Comando Provinciale dei Carabinieri di Rimini.

sabato 6 gennaio 2018

GESTORE

Siamo liberi di gestire un sacco di cose.
Il corpo, i pensieri, il tempo, la nostra vita. Dentro condizioni ( fisiche, chimiche, fisiologiche etc.  etc) date.
Ecco noi siamo un ente gestore.

Il principio creatore del mondo universo costituisce lo statuto della gestione.

Se il principio creatore è  il caos la gestione ad esso ordinata sarebbe caotica.

Se il principio  creatore fosse la misericordia la gestione ad esso ordinata sarbbe misericordiosa.
E così  via.

Buona gestione 2018.